I Comuni sono l’asse portante del sistema istituzionale e rappresentano il punto più avanzato per contrastare la crisi economica, per modernizzare il sistema delle infrastrutture, per garantire la coesione sociale, per tutelare i diritti di cittadinanza.
Con l’ultima Finanziaria, il Governo ha fatto carta straccia del pronunciamento pressoché unanime del Parlamento che un anno fa aveva votato un ordine del giorno proposto dal PD per l’allentamento del patto di stabilità per i Comuni e ne ha confermato i vincoli, impedendo nuovamente alle autonomie locali di investire in opere pubbliche utili per lo sviluppo delle Comunità e fondamentali contro la crisi e per il sostegno al lavoro.
Ma contro i Comuni il Governo ha fatto anche di peggio. La Legge Finanziaria del 2010 non ha restituito quanto dovuto in seguito all’abolizione dell’ICI, ha tagliato ferocemente il fondo ordinario, ha bloccato ogni forma di autonomia impositiva, ha tagliato le risorse per la sicurezza, le risorse per la scuola dell’obbligo, per il fondo nazionale delle politiche sociali, per l’ambiente e stiamo ancora attendono segnali per un serio e condiviso avvio del “federalismo fiscale”.
Il Partito Democratico è fermamente contrario a questa politica perché impedisce alle Comunità locali di rispondere ai bisogni dei cittadini e delle imprese e per questo motivo ha avviato una campagna di mobilitazione cui parteciperanno migliaia di amministratori e il Segretario nazionale, Pier Luigi Bersani.
Il PD presenterà una proposta di legge di iniziativa popolare per chiedere:
1) L’attuazione del federalismo fiscale così come previsto dalla Legge 42/2009 per accrescere l’autonomia Finanziaria degli Enti Locali, e, nel contempo la responsabilità degli amministratori;
2) La modifica degli obiettivi e delle regole del patto di stabilità, per sostenere la spesa per investimenti, favorire politiche di coesione sociale e premiare i Comuni virtuosi;
3) La restituzione completa (e la rivalutazione) dell’ICI prima casa;
4) Adeguati sostegni ai piccoli Comuni, con una più forte incentivazione della gestione associata di servizi e funzioni in capo alla Unioni di Comuni, con l’aumento del fondo degli investimenti e il ripristino del Fondo Nazionale della Montagna;
5) Il completo reintegro del fondo per le politiche sociali.
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mercoledì 19 maggio 2010
DIAMO OSSIGENO AI COMUNI
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martedì 16 marzo 2010
PARABIAGO - la pesante eredità di Borghi e Chucchi: svendite, tagli ed aumenti di tariffe
Ieri, giovedì 11 marzo, si è tenuta la Commissione Consigliare Bilancio, convocata su richiesta di convocazione urgente dei Commissari Nebuloni Giorgio e Terreni Raoul.
Messi alle strette, PdL e Lega hanno dovuto, malvolentieri, mostrare le carte che avrebbero voluto presentare dopo il voto del 28 e 29 marzo.
Intanto si confermano le ipotesi fatte dal candidato Sindaco Marazzini Agostino, ossia:
1. A causa del malgoverno di destra e lega del 2009 e del mancato rispetto del Patto di Stabilità, nel 2010 il Bilancio del Comune di Parabiago, tra maggiori entrate (tariffe dei servizi, TARSU, ecc.) e minori uscite (tagli alla spesa corrente), dovrà coprire un buco di circa 2.000.000 euro (su circa 20 milioni di spese correnti, pari al 10% della spesa);
2. A Parabiago, grazie anche a Borghi e a Cucchi che, insieme a Garavaglia, non hanno rispettato il Patto di Stabilità, nel 2010 arriveranno meno soldi dal Governo Berlusconi per complessivi 120.000 euro circa (minori trasferimenti dallo Stato, penalità prevista per chi non rispetta il Patto di stabilità);
3. Tra le spese che Borghi, Cucchi e Garavaglia taglieranno per il 2010 e gli aumenti di tariffe che praticheranno c’è:
a) il taglio completo del buono Sociale o buono Famiglia, circa 180.000 euro che venivano riconosciute alle famiglie Parabiaghesi in difficoltà. La crisi miete vittime (licenziamenti ecc.) e Borghi e Cucchi pensano subito di tagliare gli aiuti alle famiglie Parabiaghesi in difficoltà. Complimenti ! Viva la solidarietà !
b) l’aumento della retta della Casa di Riposo del 7,23%;
c) l’aumento dell’assistenza domiciliare del 29%;
d) l’aumento dei trasporti scolastici del 6%;
e) l’aumento del costo della mensa scolastica del 1,82%.
4. Borghi, Cucchi e Garavaglia, stanno vendendo, prima di andarsene, i “gioelli di famiglia” per far cassa. La giunta ha infatti avviato le procedure per la vendita dell’area del depuratore di Parabiago a IANOMI per circa 150.000 euro, le aree delle due piazzole per la raccolta differenziata (di via Resegone e di via Volturno) ad AMGA per circa 2 milioni di euro, e si prevede di vendere nel 2011 alcuni degli alloggi comunali. Nonostante queste ipotizzate vendite il bilancio di previsione 2010 si presenta precario, rispetta formalmente il patto di stabilità (saldo attivo di 600,00 Euro -seicento- su circa 17 milioni di Euro) senza raggiungere il livello di pagamenti necessari alle esposizioni comunali ( 4,3 milioni di euro contro i 4,9 milioni di Euro pagati nel 2009); idem per il 2011;
5. L’incapacità e le lentezze (o forse le furbizie) del triunviro Borghi, Cucchi e Garavaglia hanno fatto si che questo Consiglio Comunale non approverà il Bilancio di Previsione per il 2010, lasciando la pesante eredità, e le scelte impopolari, a chi verrà dopo di loro. Loro hanno fatto i danni e altri dovranno rimediarvi e chiedere sacrifici ai cittadini di Parabiago.
Il nuovo Consiglio Comunale che non si insedierà prima del 20 aprile, dovrà approvare, entro il 30 aprile, il Bilancio di Previsione per l’anno 2010, altrimenti potrebbe arrivare un Commissario Prefettizio, giudichino i cittadini la correttezza e la serietà di chi ha governato Parabiago negli ultimi 10 anni.
Giorgio NEBULONI, Consigliere comunale
Messi alle strette, PdL e Lega hanno dovuto, malvolentieri, mostrare le carte che avrebbero voluto presentare dopo il voto del 28 e 29 marzo.
Intanto si confermano le ipotesi fatte dal candidato Sindaco Marazzini Agostino, ossia:
1. A causa del malgoverno di destra e lega del 2009 e del mancato rispetto del Patto di Stabilità, nel 2010 il Bilancio del Comune di Parabiago, tra maggiori entrate (tariffe dei servizi, TARSU, ecc.) e minori uscite (tagli alla spesa corrente), dovrà coprire un buco di circa 2.000.000 euro (su circa 20 milioni di spese correnti, pari al 10% della spesa);
2. A Parabiago, grazie anche a Borghi e a Cucchi che, insieme a Garavaglia, non hanno rispettato il Patto di Stabilità, nel 2010 arriveranno meno soldi dal Governo Berlusconi per complessivi 120.000 euro circa (minori trasferimenti dallo Stato, penalità prevista per chi non rispetta il Patto di stabilità);
3. Tra le spese che Borghi, Cucchi e Garavaglia taglieranno per il 2010 e gli aumenti di tariffe che praticheranno c’è:
a) il taglio completo del buono Sociale o buono Famiglia, circa 180.000 euro che venivano riconosciute alle famiglie Parabiaghesi in difficoltà. La crisi miete vittime (licenziamenti ecc.) e Borghi e Cucchi pensano subito di tagliare gli aiuti alle famiglie Parabiaghesi in difficoltà. Complimenti ! Viva la solidarietà !
b) l’aumento della retta della Casa di Riposo del 7,23%;
c) l’aumento dell’assistenza domiciliare del 29%;
d) l’aumento dei trasporti scolastici del 6%;
e) l’aumento del costo della mensa scolastica del 1,82%.
4. Borghi, Cucchi e Garavaglia, stanno vendendo, prima di andarsene, i “gioelli di famiglia” per far cassa. La giunta ha infatti avviato le procedure per la vendita dell’area del depuratore di Parabiago a IANOMI per circa 150.000 euro, le aree delle due piazzole per la raccolta differenziata (di via Resegone e di via Volturno) ad AMGA per circa 2 milioni di euro, e si prevede di vendere nel 2011 alcuni degli alloggi comunali. Nonostante queste ipotizzate vendite il bilancio di previsione 2010 si presenta precario, rispetta formalmente il patto di stabilità (saldo attivo di 600,00 Euro -seicento- su circa 17 milioni di Euro) senza raggiungere il livello di pagamenti necessari alle esposizioni comunali ( 4,3 milioni di euro contro i 4,9 milioni di Euro pagati nel 2009); idem per il 2011;
5. L’incapacità e le lentezze (o forse le furbizie) del triunviro Borghi, Cucchi e Garavaglia hanno fatto si che questo Consiglio Comunale non approverà il Bilancio di Previsione per il 2010, lasciando la pesante eredità, e le scelte impopolari, a chi verrà dopo di loro. Loro hanno fatto i danni e altri dovranno rimediarvi e chiedere sacrifici ai cittadini di Parabiago.
Il nuovo Consiglio Comunale che non si insedierà prima del 20 aprile, dovrà approvare, entro il 30 aprile, il Bilancio di Previsione per l’anno 2010, altrimenti potrebbe arrivare un Commissario Prefettizio, giudichino i cittadini la correttezza e la serietà di chi ha governato Parabiago negli ultimi 10 anni.
Giorgio NEBULONI, Consigliere comunale
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lunedì 22 febbraio 2010
QUALE FUTURO PER I SERVIZI SOCIALI LEGNANESI?
Da troppi anni i servizi sociali della zona legnanese necessitano di una gestione più ordinata e razionale che migliori la loro qualità e riduca la frammentazione esistente.
I partiti di centrosinistra prima ed il PD ora da sempre sostengono la costituzione di un’azienda speciale per risolvere questi problemi, ma questa proposta si è sempre scontrata con l’accanita opposizione del Comune di Legnano.
Ora è l’Amministrazione legnanese a chiedere la creazione di un ente strumentale.
La proposta del comune-capofila del tavolo di zona sembra essere sostenuta non dalla volontà di migliorare i servizi, ma da motivazioni di carattere esclusivamente economico: alleggerire il bilancio comunale delle spese per i servizi sociali per facilitare il rispetto del patto di stabilità.
A confermare questa analisi vi è la fretta con cui Legnano vuole concludere questa operazione, imponendo a tutti gli altri Comuni un percorso a tappe forzate dopo anni di silenzio e di riproposizione di politiche sociali deboli.
Al contrario il PD coglie in questo radicale cambio di rotta un’opportunità per il nostro territorio. La costituzione dell’ente strumentale non deve ridursi ad un mero espediente economico-finanziario, ma deve segnare l’inizio di un nuovo modo di pensare e gestire le politiche ed i servizi sociali legnanesi.
Occorre pertanto partire dal coinvolgimento di tutte le 11 amministrazioni presenti al tavolo di zona nell’elaborazione di un progetto che innalzi gli standard di qualità dei servizi offerti ai cittadini.
L’esperienza di altre zone dimostra come tale obiettivo sia stato realizzato dalla creazione di un’azienda speciale che non si limita alla sola gestione di alcuni servizi sociali, ma sa pianificare interventi e politiche, garantendo ai comuni i poteri di indirizzo e di controllo.
Finalmente l’amministrazione di Legnano sembra volere intraprendere quel percorso da lungo tempo da noi auspicato. Il PD non mancherà di entrare nel merito dei problemi, avanzando le sue proposte e vigilando affinché il tutto non si riduca ad un’operazione contabile in cui l’ente serva
solo a rispettare i vincoli di bilancio.
Elia Giuseppe
Coordinatore PD- Zona Legnanese
I partiti di centrosinistra prima ed il PD ora da sempre sostengono la costituzione di un’azienda speciale per risolvere questi problemi, ma questa proposta si è sempre scontrata con l’accanita opposizione del Comune di Legnano.
Ora è l’Amministrazione legnanese a chiedere la creazione di un ente strumentale.
La proposta del comune-capofila del tavolo di zona sembra essere sostenuta non dalla volontà di migliorare i servizi, ma da motivazioni di carattere esclusivamente economico: alleggerire il bilancio comunale delle spese per i servizi sociali per facilitare il rispetto del patto di stabilità.
A confermare questa analisi vi è la fretta con cui Legnano vuole concludere questa operazione, imponendo a tutti gli altri Comuni un percorso a tappe forzate dopo anni di silenzio e di riproposizione di politiche sociali deboli.
Al contrario il PD coglie in questo radicale cambio di rotta un’opportunità per il nostro territorio. La costituzione dell’ente strumentale non deve ridursi ad un mero espediente economico-finanziario, ma deve segnare l’inizio di un nuovo modo di pensare e gestire le politiche ed i servizi sociali legnanesi.
Occorre pertanto partire dal coinvolgimento di tutte le 11 amministrazioni presenti al tavolo di zona nell’elaborazione di un progetto che innalzi gli standard di qualità dei servizi offerti ai cittadini.
L’esperienza di altre zone dimostra come tale obiettivo sia stato realizzato dalla creazione di un’azienda speciale che non si limita alla sola gestione di alcuni servizi sociali, ma sa pianificare interventi e politiche, garantendo ai comuni i poteri di indirizzo e di controllo.
Finalmente l’amministrazione di Legnano sembra volere intraprendere quel percorso da lungo tempo da noi auspicato. Il PD non mancherà di entrare nel merito dei problemi, avanzando le sue proposte e vigilando affinché il tutto non si riduca ad un’operazione contabile in cui l’ente serva
solo a rispettare i vincoli di bilancio.
Elia Giuseppe
Coordinatore PD- Zona Legnanese
venerdì 20 novembre 2009
IL GOVERNO SOFFOCA I COMUNI

Il Governo vara la finanziaria e chiede ai Comuni – gli unici ad avere bilanci in attivo - un ulteriore risparmio di 1 miliardo e 400 milioni di euro. Siamo alla beffa. Perché i Comuni della nostra Regione aspettano ancora i trasferimenti statali per il mancato introito ICI: meno 160 milioni di euro per il 2009 e 60 milioni per l’anno passato. Contro la politica di Pdl e Lega che a parole sono federaliste e a fatti centraliste, il Partito democratico della Lombardia lancia una settimana di mobilitazione, dal 23 novembre. Una campagna in tutta la regione con 10mila manifesti, 50mila cartoline, banchetti nelle piazze e gazebo per chiedere risorse e servizi.
Sono infatti confermati i tagli al Fondo nazionale per le Politiche Sociali e fortemente ridimensionato il Fondo per le non autosufficienze, i cui soldi sono stati utilizzati per finanziare il mediocre esperimento della social card. Una scelta sbagliata, che insieme alle mancate promesse della giunta Formigoni, costringe i nostri amministratori locali a fare i salti mortali per far quadrare i piani di zona: basti pensare agli oltre 40 milioni di euro per i servizi ai disabili, l’assistenza domiciliare agli anziani, l’assistenza ai minori in difficoltà, l’aiuto a chi rimane senza lavoro e non ha diritto agli ammortizzatori sociali.
Il taglio ai trasferimenti statali si salda con le regole attuali del Patto di Stabilità che impedisce ai Comuni di programmare investimenti e la spesa per il sociale. Il PD lombardo lavora da tempo per l’allentamento di quelle regole restrittive e per l’applicazione del patto a livello regionale. Ciò contribuirebbe da una parte a velocizzare i pagamenti delle pubbliche amministrazioni ai fornitori (spesso piccole imprese o artigiani che stanno subendo pesantemente la crisi), dall’altra di far partire alcune opere pubbliche che possono servire da volano per l’economia locale.
“I tagli della prossima Finanziaria dimostrano ancora una volta come lega e Pdl siano federalisti solo a parole – attacca il Segretario PD Lombardia Maurizio Martina – Il centralismo di questo governo sta letteralmente strozzando i nostri Comuni. Serve subito un’inversione di rotta”.
“Denunciamo con forza le scelte sbagliate del Governo – dice Alessandro Alfieri, responsabile Enti Locali del PD Lombardia - che mettono in difficoltà gli amministratori locali in una fase di crisi acuta e colpiscono nella loro vita di tutti i giorni le fasce più deboli e i lavoratori più esposti alla concorrenza”.
Milano, 19 novembre 2009
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