Il Partito Democratico è la più grande intuizione degli ultimi venti anni. Noi crediamo nel progetto cresciuto sulle radici dell'Ulivo. Desideriamo alimentarlo con le passioni e le intelligenze di donne e uomini pronti a rinnovare la politica italiana”.
Un partito, infatti, è prima di tutto una comunità di donne e uomini che si riconosce in un’idea di futuro. Le loro passioni, le loro intelligenze, le loro esperienze, le loro competenze e il loro impegno sono la prima ricchezza di un partito. Questa ricchezza non deve disperdersi in mille rivoli autoreferenziali e non va dispersa da chi ha il compito di valorizzarla in un progetto condiviso di cambiamento. Perché questa società va cambiata in tutti gli aspetti che non la rendono libera, giusta e aperta. E il progetto del Partito democratico è di entrare nelle pieghe della società per riconoscere diritti, libertà e opportunità, traducendoli in programmi politici, legislativi e amministrativi.
In questi mesi molti mi hanno chiesto come ho fatto da Sindaco del Pd di un Comune della prima cintura metropolitana a vincere con il 66%, in una zona e in un periodo in cui il centrosinistra perde inesorabilmente pezzi di consenso nella società. Non ho mai avuto una risposta chiara, perché è difficile lavorare e guardarsi lavorare al tempo stesso. Ma forse la risposta è più semplice di quanto non sembri: oltre a progettare e realizzare parchi, strade, servizi culturali, asili e servizi per l’integrazione, abbiamo progettato con un’idea di futuro in testa che ci ha orientato nelle scelte su quante panchine mettere in una strada, dove realizzare corridoi verdi e piste ciclabili, quali servizi innovativi proporre ai vecchi e nuovi cittadini. Nel far questo abbiamo ascoltato incessantemente i cittadini, ci siamo confrontati e abbiamo creato legami di fiducia inediti, sempre spiegando la nostra idea di città aperta e chiedendo il loro aiuto per realizzarla.
C’è una regola elementare in politica: si perdono le elezioni se si perde il contatto con la gente. Ma non è l’unica regola: si perdono le elezioni anche se non si sa cosa dire alla gente. O, peggio, se si parla solo per “bucare lo schermo”: la disonestà, anche quella intellettuale, alla fine chiede il conto ed è sempre un conto salato. Si perdono le elezioni, dunque, se si perde la capacità di proporre un’idea di futuro o, comunque, di essere credibili nel praticarla quotidianamente, nelle decisioni politiche come negli atti amministrativi. La ricchezza del Pd sta dunque nella passione di iscritti e simpatizzanti che animano la vita dei circoli e i confronti nei forum; sta nei progetti e nei servizi innovativi elaborati dagli amministratori locali che, dalla maggioranza o dall’opposizione, traducono le migliori idee riformiste in progetti e servizi; sta nell’attività di consiglieri regionali, parlamentari ed europarlamentari che sanno tessere la trama che lega le grandi riforme di sistema alle loro ricadute concrete sulle città e sulle persone.
La ricchezza del Pd, in altri termini, sta nel suo essere comunità che dialoga al proprio interno, facendo sistema delle esperienze, competenze, idee e progetti, e che dialoga verso l’esterno, restituendo un significando profondo alla Politica.
Nella Grande Milano si può tornare a vincere
A Milano e in molte aree della provincia il Pd deve saper dialogare con i propri elettori e, al tempo stesso, deve saper codificare le istanze di porzioni di società che non lo considerano un interlocutore credibile. Dobbiamo avere il coraggio di cercare il confronto e rappresentare le istanze di settori consistenti della società, delusi dalla politica, pieni di rancore verso le istituzioni, diffidenti verso ogni progetto di riforma, insoddisfatti per la qualità dei servizi e preoccupati per il declino della città.
È tempo che il Pd intercetti davvero queste istanze, non semplicemente parlando alla pancia del Paese, ma offrendo opportunità reali.
Per poterlo fare dobbiamo far comprendere che il Pd c’è e che votarlo può invertire la tendenza e trasformare le mille paure e diffidenze che appesantiscono le vite di molte persone in occasioni per rilanciare un progetto di società aperta. Non è un compito semplice, soprattutto nella nostra area metropolitana, sempre all’avanguardia anche nelle sue derive più anti-istituzionali. Non è semplice perché si tratta innanzitutto di restituire credibilità e dignità all’impegno politico.
Non è semplice anche perché occorre portare la politica nei luoghi di vita delle persone, sapendo che proprio nei microcosmi degli ambiti sociali possiamo ritrovare nuovo slancio per una proposta democratica e riformista.
Non è semplice, infine, perché dobbiamo avere la forza di affrontare i disagi e i malumori dei cittadini proponendo soluzioni efficaci e alternative, nel metodo e nei contenuti. L’area metropolitana milanese governata dal centro-destra è chiusa su stessa: non dialoga con le grandi città europee, non valorizza i talenti e le energie produttive, non fa rete e fomenta continuamente paure che nei quartieri costituiscono degli ordigni pronti a esplodere in ogni momento.
Ciò che serve, al contrario, è aprire la nostra area metropolitana al confronto con le grandi capitali mondiali, dare vigore a quei percorsi, già avviati con la Giunta Penati, di costruzione di distretti produttivi, di lavoro e di formazione professionale in cui istituzioni e imprese scambino processi di conoscenza, dirigano lo sviluppo e creino lavoro. Dove se non qui, in provincia di Milano, possiamo costruire opportunità per uscire dalla crisi con un progetto di rilancio economico e sociale?
Dobbiamo ridare ai cittadini l’orgoglio di vivere nella Grande Milano, confrontandoci costantemente e in tempo reale con le politiche sul lavoro, sulla riqualificazione urbana, sulla mobilità, sull’inquinamento, sulla gestione dei rifiuti, sulla convivenza, sul welfare, sull’infanzia, sulle famiglie, sulla formazione, etc. che Londra, Parigi, Berlino, Barcellona, New York, San Francisco, etc. stanno adottando e, a volte, con successo. Con questa apertura culturale e politica il Pd può tornare a vincere a Milano e nelle città della Provincia, ponendosi alla testa di un programma di cambiamento che liberi le energie, valorizzi i talenti, promuova vecchi e nuovi diritti, apra nuove opportunità, incoraggi la convivenza e sostenga il welfare. Starà a tutti noi, nei prossimi mesi, articolare questo programma in modo che aderisca alle necessità della Grande Milano.
La responsabilità è nostra.
Sta volgendo al termine la lunga fase congressuale che ha impegnato tutti noi in discussioni utili a delineare la fisionomia del nostro Partito e ci troviamo repentinamente come proiettati in un’altra dimensione, quella delle elezioni regionali lombarde e delle elezioni amministrative di marzo 2010. E poi subito dopo dovremo compiere in fretta i primi passi per affrontare le elezioni di Milano 2011 con un progetto forte che sappia convincere i milanesi che è tempo di cambiare.
La rapidità di questo passaggio costringe tutti noi a un’assunzione di responsabilità: sta a noi saper affrontare queste tornate elettorali senza divisioni e senza personalismi, dando ciascuno di noi il proprio contributo, indipendentemente dalla posizione e dal ruolo che ricopre, per rafforzare la nostra proposta politica. La composizione degli organismi dirigenti del nostro partito a livello provinciale non potrà sfuggire a questa assunzione collettiva di responsabilità. Sono sicuro che sarà il primo passo per mostrare a tutti il volto pluralista e innovativo del nostro Partito.
Roberto Cornelli
Segretario provinciale del Partito Democratico
mercoledì 23 dicembre 2009
lunedì 14 dicembre 2009
Risultati elezione dell'Assemblea Provinciale

Per ingrandire, clicca sull'immagine.
Eletti all’Assemblea Provinciale dei circoli della zona legnanese:
Lista 1 - “Area Democratica con Cornelli”:
Nebuloni Paola (Canegrate), Cozzi Pietro (Cerro Maggiore), Stanzione Aurelio (Legnano), Della Vedova Daniele (Nerviano), Masetti Raffaella (Parabiago), Lionetti Pino (Parabiago), Schiesaro Daniel (Rescaldina).
Lista 2 - “Con Cornelli un senso a questa storia”:
Colombo Piera Angela (Cerro Maggiore), Landini Andrea (Legnano), Cantafio Pasquale (Nerviano), De Conti Evelyne (S. Giorgio su Legnano), Quaglia Stefano (Legnano), Ceriotti Serena (Busto Garolfo).
domenica 13 dicembre 2009
ROBERTO CORNELLI: nuovo Segretario della Federazione Metropolitana Milanese

ROBERTO CORNELLI
Nato a Milano nel 1974, è sposato dal 2001 ed è padre di tre figli.
Laureato in Giurisprudenza nel 1999, ha conseguito nel 2003 un Dottorato Internazionale di Ricerca in Criminologia.
Oggi è Docente di Criminologia e Ricercatore all'Università di Milano-Bicocca.
Svolge la propria attività scientifica nei Settori della Giustizia Penale e della sicurezza urbana. In particolare, è autore di libri e saggi sulla paura della criminalità (Paura e ordine nella modernità, Giuffrè, Milano, 2008), sul furto nelle società contemporanee (Proprietà e sicurezza. La centralità del furto per la comprensione del sistema penale tardo-moderno, Giappichelli, Torino, 2007, in collaborazione con Adolfo Ceretti), sull'organizzazione delle forze di polizia, sui sistemi formativi delle polizie locali, sulla relazione tra giustizia penale e salute mentale, sulla giustizia riparativa e sulle politiche di sicurezza urbana (si veda, in particolare, il lemma "Sicurezza" nel volume Sinistra senza sinistra, Feltrinelli, Milano, 2008).
Ha svolto attività didattiche e interventi formativi presso Università (tra cui: Università di Milano-Bicocca, Università Bocconi, Università Cattolica del Sacro Cuore, Università di Trento, Università di Modena e Reggio-Emilia) e Istituzioni pubbliche (tra cui: PON Sicurezza - Ministero dell'Interno, Regione Emilia-Romagna e Provincia Autonoma di Trento), oltrechè attività di consulenza anche per Comuni.
Ha sempre affiancato alla carriera accademica l'impegno sociale e per i diritti civili – Associazione "Macondo" di consulenza legale per cittadini stranieri; Commercio Equo e Solidale e GAS – e quello politico-istituzionale: dal 1995 al 2000 è stato Consigliere Comunale a Cormano nel gruppo dei Democratici di Sinistra e Presidente della Commissione Cultura, Sport, Tempo Libero, Lavoro e Attività produttive; successivamente, nel 1999, ha ricoperto il ruolo di Assessore all'Urbanistica ed Edilizia Privata.
Dal 2004 è Sindaco del Comune di Cormano, rieletto nelle elezioni amministrative del 06 e 07 giugno 2009 con 7753 voti (pari al 66,11%).
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giovedì 10 dicembre 2009
12 DICEMBRE - PD IN PIAZZA

Anche in Lombardia grande mobilitazione per l’alternativa.
Federazioni e Circoli in piazza.
Scuola, Famiglia, Lavoro, Impresa: Il paese deve tornare a crescere.
E' tempo di Cambiare
La crisi non molla la sua morsa.
Cresce il numero dei disoccupati.
La situazione sarà ancora più difficile all’inizio del nuovo anno quando scadranno i tempi per molti degli ammortizzatori sociali in atto.
Le famiglie sono lasciate sole.
I molti lavoratori con contratti a tempo e collaborazioni vedono aumentare la precarietà della propria condizione senza alcun tipo di sostegno.
Mancano politiche industriali di respiro, investimenti sull’innovazione tecnologica, sostegni veri alle imprese.
I Comuni sono schiacciati nella morsa di un patto di stabilità centralista che li priva delle risorse necessarie.
La scuola, su cui bisognerebbe investire, viene penalizzata da tagli che tolgono qualità all’educazione dei nostri figli.
Il Partito Democratico ha proposte chiare:
- un sussidio unico di disoccupazione
- la modifica del patto di stabilità per aiutare i Comuni
- fondi veri per il credito alle imprese
- sgravi fiscali per i redditi medio-bassi
- l’aumento delle detrazioni per le famiglie
- lo sblocco dei pagamenti della pubblica amministrazione
- tariffe agevolate per alcuni servizi essenziali
- l’aumento del forfettone fiscale per le piccole imprese
- sostegni all’affitto e al credito per le giovani famiglie.
La destra al governo si occupa invece solo di battaglie ideologiche, provocazioni, proclami privi di qualunque efficacia e intanto lavora nell’interesse esclusivo di un solo uomo.
Il PD Lombardo è mobilitato in tutte le città in tutte le provincie.
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venerdì 20 novembre 2009
IL GOVERNO SOFFOCA I COMUNI

Il Governo vara la finanziaria e chiede ai Comuni – gli unici ad avere bilanci in attivo - un ulteriore risparmio di 1 miliardo e 400 milioni di euro. Siamo alla beffa. Perché i Comuni della nostra Regione aspettano ancora i trasferimenti statali per il mancato introito ICI: meno 160 milioni di euro per il 2009 e 60 milioni per l’anno passato. Contro la politica di Pdl e Lega che a parole sono federaliste e a fatti centraliste, il Partito democratico della Lombardia lancia una settimana di mobilitazione, dal 23 novembre. Una campagna in tutta la regione con 10mila manifesti, 50mila cartoline, banchetti nelle piazze e gazebo per chiedere risorse e servizi.
Sono infatti confermati i tagli al Fondo nazionale per le Politiche Sociali e fortemente ridimensionato il Fondo per le non autosufficienze, i cui soldi sono stati utilizzati per finanziare il mediocre esperimento della social card. Una scelta sbagliata, che insieme alle mancate promesse della giunta Formigoni, costringe i nostri amministratori locali a fare i salti mortali per far quadrare i piani di zona: basti pensare agli oltre 40 milioni di euro per i servizi ai disabili, l’assistenza domiciliare agli anziani, l’assistenza ai minori in difficoltà, l’aiuto a chi rimane senza lavoro e non ha diritto agli ammortizzatori sociali.
Il taglio ai trasferimenti statali si salda con le regole attuali del Patto di Stabilità che impedisce ai Comuni di programmare investimenti e la spesa per il sociale. Il PD lombardo lavora da tempo per l’allentamento di quelle regole restrittive e per l’applicazione del patto a livello regionale. Ciò contribuirebbe da una parte a velocizzare i pagamenti delle pubbliche amministrazioni ai fornitori (spesso piccole imprese o artigiani che stanno subendo pesantemente la crisi), dall’altra di far partire alcune opere pubbliche che possono servire da volano per l’economia locale.
“I tagli della prossima Finanziaria dimostrano ancora una volta come lega e Pdl siano federalisti solo a parole – attacca il Segretario PD Lombardia Maurizio Martina – Il centralismo di questo governo sta letteralmente strozzando i nostri Comuni. Serve subito un’inversione di rotta”.
“Denunciamo con forza le scelte sbagliate del Governo – dice Alessandro Alfieri, responsabile Enti Locali del PD Lombardia - che mettono in difficoltà gli amministratori locali in una fase di crisi acuta e colpiscono nella loro vita di tutti i giorni le fasce più deboli e i lavoratori più esposti alla concorrenza”.
Milano, 19 novembre 2009
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DIFENDIAMO L’ACQUA, bene prirmario non infinito, dalle privatizzazioni del governo Berlusconi - Lega

L’acqua è stata messa dal governo Berlusconi sullo stesso piano di qualunque categoria mercantile. Affermando e sostenendo l’idea che qualcuno, con la scusa delle “privatizzazioni necessarie”, possa trarre profitto speculando su un bene essenziale si aprono scenari iniqui per i cittadini-consumatori.
Preoccupato che anche i suoi parlamentari si facessero carico di un sentimento diffuso in tutto il Paese, riassumibile in “Giù le mani dall’acqua, bene comune”, il governo di centrodestra Pdl-Lega ha imposto il voto di fiducia.
La nuova legge apre così ai privati un monopolio naturale che consentirà loro ampi profitti perché ottenuti senza alcun rischio di impresa in assenza di qualsivoglia concorrenza. Nella nostra provincia di Milano, ottima acqua arriva nei rubinetti dei cittadini al costo più conveniente d’Europa, il consumatore paga solo un euro per mille litri, a Berlino paga quattro volte tanto.
E’ pur vero che gli impianti resteranno in mano pubblica, ma è altrettanto vero e inquietante che il servizio di potabilizzazione, distribuzione e depurazione sarà su basi esclusivamente commerciali e qualunque appropriazione da parte dei privati sarà sicura lievitazione del suo costo. E’ inoltre plausibile pensare che, in una logica di privatizzazione dei servizi di erogazione gestita da aziende private, perfettamente immerse nella logica di mercato, i consumatori saranno spinti a consumare più acqua, bene insostituibile e non infinito.
Le nostre aziende pubbliche milanesi e lombarde sono organizzate secondo logica di impresa e le tariffe fanno fronte alle esigenze operative e agli investimenti, ma da anni non gravano sulla fiscalità generale. Il prezzo dell’acqua potrebbe subire lievi ritocchi per far fronte ai futuri e necessari investimenti decisi dai pubblici gestori, ma non sarebbe mai gravato da ingiusti profitti.
Oggi le aziende pubbliche che realizzano utili li consegnano ai loro azionisti, i Comuni.
La nostra politica per l’acqua pubblica è stata battuta in Parlamento ma è maggioritaria nel Paese. Per questo motivo, per difendere l’acqua, un bene primario, non infinito e non privatizzabile, il Partito Democratico darà vita, assieme alle associazioni ambientaliste e dei consumatori ad una raccolta di firme per una iniziativa referendaria che cancelli una legge iniqua che consente, attraverso i privati, di mettere le mani nelle tasche degli italiani.
EZIO CASATI, segretario provinciale PD Milano
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giovedì 29 ottobre 2009
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