Serve investire risorse per il trasporto regionale.
Noi proponiamo di investire 500 milioni di euro per l'intera legislatura
"Quello della Regione è uno statalismo invasivo e inefficiente da Unione Sovietica." Filippo Penati commenta così la gestione del sistema ferroviario regionale della Regione Lombardia.“Lo sfascio del servizio ferroviario regionale - afferma - è ogni giorno più insopportabile.
Anche se la Regione ha tenuti nascosti da quasi un anno i dati sulla puntualità e sulla qualità del servizio è stata costretta ad ammettere che per il mese di febbraio i pendolari hanno diritto a sconti che vanno dal 20 al 50 per cento su 15 delle 29 linee. Su 15 tratte i disservizi sono pesanti o gravi anche tenendo conto solo della puntualità e non della sua qualità,ossia qualità delle carrozze, pulizia, riscaldamento, affollamento “.
“Siamo arrivati al punto - continua Penati - che i pendolari non consultano i tabelloni delle stazioni per vedere di quanti minuti è il ritardo ma per verificare se il treno è stato soppresso o no”.
Con il nuovo assetto societario, che unifica i due precedenti concessionari (Trenitalia e FNM) nella Newco “TLN srl” si da vita a un nuovo monopolista del servizio regionale nel quale la Regione, quale azionista di riferimento delle Nord, diventa affidatario del servizio, gestore e controllore.
“Una situazione insostenibile - commenta Penati - sia dal punto di vista giuridico che economico e il continuo degrado del servizio è la plastica dimostrazione che la dove si costruiscono monopoli gli utenti sono costretti a subire aumenti tariffari e peggioramento del servizio. Quello che serve è una scelta netta di liberalizzazione del settore che separi chi programma, affida e controlla il servizio da chi gestisce. Alla Regione devono andare i compiti di programmazione, assegnazione del servizio e controllo, alle società la gestione. Ma per Formigoni non è così. In Regione c’è un rigurgito di statalismo che ricorda quello invasivo e inefficiente dell’Unione Sovietica.”
“Le alternative ci sono- aggiunge Penati-e sono due. Una prevede che la Regione esca dalle Nord e svolga il suo compito di programmazione, affidamento e controllo; l’altra che non dismetta le sue partecipazioni societarie, ma si costituisca un’Autorità regionale indipendente con il compito di programmare e assegnare il servizio sugli indirizzi stabiliti dalla Regione e svolgere i controlli”.
“Ma ciò che più serve di più - conclude Penati –è investire risorse per il trasporto regionale. Noi proponiamo di investire 500 milioni di euro , 100 milioni all’anno per i prossimi 5 anni, per l’incremento dei servizi, una cifra che può apparire consistente ma è modesta per un bilancio come quello regionale che ammonta a 23 miliardi di euro l’anno. Bisogna infine aprire una vertenza con il governo nazionale per equilibrare le risorse destinate al trasposto ferroviario regionale. Ad oggi infatti alla Lombardia arrivano dallo Stato solo 7,60 euro a chilometro, mentre alla Puglia ne arrivano 16 e alla Campania 14,5”.
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giovedì 11 febbraio 2010
mercoledì 3 febbraio 2010
FILIPPO PENATI PER LA LOMBARDIA: CON TE IL PROGRAMMA CONDIVISO
Questi dieci punti sono una prima riflessione sulle cose da fare per costruire l’alternativa lombarda.
Più che punti programmatici veri e propri sono spunti per una riflessione che vogliamo sviluppare insieme con il tuo contributo.
Sono il risultato e la sintesi del lavoro di molti esperti in diversi settori, dei consiglieri regionali uscenti, delle forze che sostengono la mia candidatura.
Abbiamo bisogno del tuo contributo, delle tue osservazioni e del tuo impegno per meglio definirli, perché siano davvero il nostro grande progetto collettivo per la Lombardia di domani.
Scrivi i tuoi commenti direttamente su www.penatipresidente.it
oppure inviali via mail all’indirizzo info@penatipresidente.it
Perché l’alternativa lombarda la costruiamo insieme.
Filippo Penati
Più che punti programmatici veri e propri sono spunti per una riflessione che vogliamo sviluppare insieme con il tuo contributo.
Sono il risultato e la sintesi del lavoro di molti esperti in diversi settori, dei consiglieri regionali uscenti, delle forze che sostengono la mia candidatura.
Abbiamo bisogno del tuo contributo, delle tue osservazioni e del tuo impegno per meglio definirli, perché siano davvero il nostro grande progetto collettivo per la Lombardia di domani.
Scrivi i tuoi commenti direttamente su www.penatipresidente.it
oppure inviali via mail all’indirizzo info@penatipresidente.it
Perché l’alternativa lombarda la costruiamo insieme.
Filippo Penati
1. NUOVO SVILUPPO. CON L’ECONOMIA VERDE.
Anche in Lombardia possiamo aprire una nuova via per lo sviluppo e la crescita sostenibile. La frontiera dell’economia verde è una realtà già in molte regioni avanzate del mondo: deve esserlo anche per noi.
Il nucleare imposto dal Governo in alcune realtà del paese è un clamoroso passo in dietro che noi non vogliamo percorrere.
Nei prossimi 5 anni serve un grande piano d’investimenti per trasformare la Lombardia nella più importante piattaforma produttiva del paese per quanto riguarda le energie rinnovabili.
Efficienza energetica e produzione da fonti rinnovabili saranno i due pilastri della nostra azione quotidiana.
Occorre realizzare presto la Sportello regionale per le autorizzazioni e un Piano d’azione per incentivare anche fiscalmente tecnologie come il solare termico, il fotovoltaico, il geotermico e gli impianti di cogenerazione integrati con fonti non fossili. Lavoreremo inoltre ad un programma regionale per la ristrutturazione edilizia per realizzare edifici a “emissione zero”.
In Lombardia produrre e consumare energia pulita dovrà diventare facile e quotidiano. Per tutti.
Il nucleare imposto dal Governo in alcune realtà del paese è un clamoroso passo in dietro che noi non vogliamo percorrere.
Nei prossimi 5 anni serve un grande piano d’investimenti per trasformare la Lombardia nella più importante piattaforma produttiva del paese per quanto riguarda le energie rinnovabili.
Efficienza energetica e produzione da fonti rinnovabili saranno i due pilastri della nostra azione quotidiana.
Occorre realizzare presto la Sportello regionale per le autorizzazioni e un Piano d’azione per incentivare anche fiscalmente tecnologie come il solare termico, il fotovoltaico, il geotermico e gli impianti di cogenerazione integrati con fonti non fossili. Lavoreremo inoltre ad un programma regionale per la ristrutturazione edilizia per realizzare edifici a “emissione zero”.
In Lombardia produrre e consumare energia pulita dovrà diventare facile e quotidiano. Per tutti.
2. CENTRALITÀ DELLA PERSONA: A PARTIRE DA ANZIANI E BAMBINI.
La rete dei servizi socio-sanitari va irrobustita. In Lombardia abbiamo Ospedali eccellenti ma spesso fuori dalle loro mura non troviamo servizi adeguati sul territorio. Proponiamo un piano per diffondere la rete territoriale dei servizi a partire dall’assistenza domiciliare e dalla medicina di territorio sviluppando servizi oggi troppo deboli.
I Comuni devono tornare ad avere un ruolo da protagonisti nella programmazione degli interventi sociali e agli ambiti di zona vanno resi sempre più protagonisti.
Il fondo regionale per la non autosufficienza va istituito e garantito negli anni.
Proponiamo che entro il 2015 la Lombardia arrivi almeno al 30% di copertura del posti negli asili nido (oggi è poco sopra il 15%) così come indicano gli obiettivi Europei. Vogliamo studiare una forma di sostegno regionale ai costi di cura sostenuti dalle famiglie a partire dalle rette degli asili nido e dalle spese per le badanti in famiglia.
Le cure odontoiatriche sono di fatto escluse dal Servizio Sanitario Nazionale. Vogliamo proporre che Regione Lombardia attivi un’assicurazione di 150 Euro per ogni cittadino – a partire da bambini e adolescenti - che svolge la sua regolare attività di prevenzione dentistica così da poter essere coperto quando dovrà affrontare le spese più importanti.
Sosteniamo la sperimentazione regionale del reddito minimo d’inserimento adottato in quasi tutti i paesi europei.
Vogliamo promuovere una “Carta degli innovatori sociali” per un rapporto sempre più forte e quotidiano con lo straordinario patrimonio diffuso del volontariato sociale lombardo, del non profit e del terzo settore locale.
I Comuni devono tornare ad avere un ruolo da protagonisti nella programmazione degli interventi sociali e agli ambiti di zona vanno resi sempre più protagonisti.
Il fondo regionale per la non autosufficienza va istituito e garantito negli anni.
Proponiamo che entro il 2015 la Lombardia arrivi almeno al 30% di copertura del posti negli asili nido (oggi è poco sopra il 15%) così come indicano gli obiettivi Europei. Vogliamo studiare una forma di sostegno regionale ai costi di cura sostenuti dalle famiglie a partire dalle rette degli asili nido e dalle spese per le badanti in famiglia.
Le cure odontoiatriche sono di fatto escluse dal Servizio Sanitario Nazionale. Vogliamo proporre che Regione Lombardia attivi un’assicurazione di 150 Euro per ogni cittadino – a partire da bambini e adolescenti - che svolge la sua regolare attività di prevenzione dentistica così da poter essere coperto quando dovrà affrontare le spese più importanti.
Sosteniamo la sperimentazione regionale del reddito minimo d’inserimento adottato in quasi tutti i paesi europei.
Vogliamo promuovere una “Carta degli innovatori sociali” per un rapporto sempre più forte e quotidiano con lo straordinario patrimonio diffuso del volontariato sociale lombardo, del non profit e del terzo settore locale.
3. AL LAVORO. PER PROMUOVERE OPPORTUNITÀ.
La crisi economica picchierà ancora duro in Lombardia.
Per noi tutelare il lavoro – autonomo e dipendente – è una priorità assoluta.
È necessario costruire un modello sperimentale per cui chi perde il posto di lavoro abbia una retribuzione più vicina al salario e possa trovare un’altra occupazione entro un anno.
Penso poi ai ceti produttivi, professionisti con partite Iva, artigiani, piccoli imprenditori, che spesso sono imprese famigliari, dove in un anno si sono persi più di 25 mila posti di lavoro. Per loro e insieme a loro vogliamo realizzare misure concrete, penso al forfettone fiscale, a meccanismi di alleggerimento dell’Irap, al sostegno della qualificazione professionale
A tutti coloro che provano ogni giorno a conquistare un ruolo nella società con fatica noi abbiamo il dovere di garantire una possibilità.
Inoltre oggi le politiche industriali sono praticamente snobbate dagli interventi di Regione Lombardia. Occorre invece lavorare fattivamente lungo tre direttrici: il sostegno alle reti di impresa-laboratori-università (distretti e metadistretti), l’accesso la credito con il potenziamento dei Confidi e la formazione professionale.
Per noi tutelare il lavoro – autonomo e dipendente – è una priorità assoluta.
È necessario costruire un modello sperimentale per cui chi perde il posto di lavoro abbia una retribuzione più vicina al salario e possa trovare un’altra occupazione entro un anno.
Penso poi ai ceti produttivi, professionisti con partite Iva, artigiani, piccoli imprenditori, che spesso sono imprese famigliari, dove in un anno si sono persi più di 25 mila posti di lavoro. Per loro e insieme a loro vogliamo realizzare misure concrete, penso al forfettone fiscale, a meccanismi di alleggerimento dell’Irap, al sostegno della qualificazione professionale
A tutti coloro che provano ogni giorno a conquistare un ruolo nella società con fatica noi abbiamo il dovere di garantire una possibilità.
Inoltre oggi le politiche industriali sono praticamente snobbate dagli interventi di Regione Lombardia. Occorre invece lavorare fattivamente lungo tre direttrici: il sostegno alle reti di impresa-laboratori-università (distretti e metadistretti), l’accesso la credito con il potenziamento dei Confidi e la formazione professionale.
4. MUOVERSI BENE E NON PERDERE TEMPO.
Ad oggi il pendolarismo fra Milano e l’hinterland è soddisfatto per l’88% dall’automobile privata. Nessun altro territorio in Europa ha un tale deficit di servizi di trasporto pubblico.
Il fallimento dei 15 anni di governo Formigoni sui trasporti pubblici è evidente se si pensa anche solo allo stato pietoso delle ferrovie lombarde. Serve una nuova “cura del ferro” con investimenti rapidi per il sistema ferroviario regionale.
Occorre avviare subito l’integrazione tariffaria che non è mai decollata. Sia per i servizi “auto-filo-metro-tranviari” che per le ferrovie vanno immaginati sistemi più concorrenziali di quelli esistenti. Promuoviamo la costituzione di un'unica Agenzia regionale dei trasporti.
Per il trasporto privato sosteniamo innanzitutto la realizzazione della Pedemontana, della Tangenziale Esterna milanese e della Bre.be.mi.
Il fallimento dei 15 anni di governo Formigoni sui trasporti pubblici è evidente se si pensa anche solo allo stato pietoso delle ferrovie lombarde. Serve una nuova “cura del ferro” con investimenti rapidi per il sistema ferroviario regionale.
Occorre avviare subito l’integrazione tariffaria che non è mai decollata. Sia per i servizi “auto-filo-metro-tranviari” che per le ferrovie vanno immaginati sistemi più concorrenziali di quelli esistenti. Promuoviamo la costituzione di un'unica Agenzia regionale dei trasporti.
Per il trasporto privato sosteniamo innanzitutto la realizzazione della Pedemontana, della Tangenziale Esterna milanese e della Bre.be.mi.
5. UNA RISORSA DA TUTELARE: IL TERRITORIO.
Occorre una svolta nella capacità di programmazione equilibrata nell’utilizzo del territorio.
Per troppi anni abbiamo assistito a gestioni disomogenee e scoordinate che hanno prodotto conseguenze assai negative. Abbiamo una altissima densità abitativa e una fitta frammentazione amministrativa che non ha permesso una corretta pianificazione sovra comunale degli interventi.
Va assolutamente ridotto il consumo di suolo.
La Regione ha legiferato molto in materia di urbanistica comunale ma non ha per nulla aiutato il governo dello sviluppo dell’area metropolitana. Lo stato di crisi di quest’area ha effetti quotidiani su 5 milioni di lombardi.
Per questo occorre un salto di qualità nel modello amministrativo lombardo a partire dall’istituzione della città metropolitana di Milano e articolando una reale pianificazione sovracomunale come strumento essenziale per evitare la diffusione incontrollata degli insediamenti sul territorio.
Un bene fondamentale come l’acqua va salvaguardato e gestito con la massima efficienza anche in Lombardia. Il territorio montano della nostra regione non solo va custodito ma occorre investire su di esso, come purtroppo non si è fatto per anni. L’agricoltura lombarda rimane un settore centrale della nostra economica e può giocare un ruolo decisivo per il futuro. Noi vogliamo sostenere le filiere produttive regionali, tutelare le nostre specialità agroalimentari a partire dalle produzioni tipiche, incentivare un modello di agricoltura multifunzionale e potenziare gli strumenti a sostegno della tutela del territorio agricolo.
Per troppi anni abbiamo assistito a gestioni disomogenee e scoordinate che hanno prodotto conseguenze assai negative. Abbiamo una altissima densità abitativa e una fitta frammentazione amministrativa che non ha permesso una corretta pianificazione sovra comunale degli interventi.
Va assolutamente ridotto il consumo di suolo.
La Regione ha legiferato molto in materia di urbanistica comunale ma non ha per nulla aiutato il governo dello sviluppo dell’area metropolitana. Lo stato di crisi di quest’area ha effetti quotidiani su 5 milioni di lombardi.
Per questo occorre un salto di qualità nel modello amministrativo lombardo a partire dall’istituzione della città metropolitana di Milano e articolando una reale pianificazione sovracomunale come strumento essenziale per evitare la diffusione incontrollata degli insediamenti sul territorio.
Un bene fondamentale come l’acqua va salvaguardato e gestito con la massima efficienza anche in Lombardia. Il territorio montano della nostra regione non solo va custodito ma occorre investire su di esso, come purtroppo non si è fatto per anni. L’agricoltura lombarda rimane un settore centrale della nostra economica e può giocare un ruolo decisivo per il futuro. Noi vogliamo sostenere le filiere produttive regionali, tutelare le nostre specialità agroalimentari a partire dalle produzioni tipiche, incentivare un modello di agricoltura multifunzionale e potenziare gli strumenti a sostegno della tutela del territorio agricolo.
6. MENO BUROCRAZIA, PIÙ EFFICIENZA E TRASPARENZA
Vogliamo una pubblica amministrazione regionale sempre più trasparente, rapida e imparziale.
In tutti i comparti dell’amministrazione regionale la valutazione della performance dell’amministrazione stessa deve essere attribuita ad una Autorità indipendente regionale con valutatori indipendenti dalla dirigenza e dal sistema politico.
Vogliamo radicare anche in Lombardia la cultura della valutazione e della misurazione dei risultati attraverso il confronto fra strutture omogenee con l’applicazione del metodo del benchmarking che comporta l’obbligo per le amministrazioni che occupano posizioni peggiori nella graduatoria di riallinearsi alla media anche attraverso l’utilizzo di incentivi e disincentivi.
Diciamo si all’anagrafe on line degli eletti in regione che comporta la raccolta annuale dei dati sui redditi del Presidente, degli assessori e dei consiglieri e dirigenti regionali, sui loro patrimoni e le relative variazioni.
In tutti i comparti dell’amministrazione regionale la valutazione della performance dell’amministrazione stessa deve essere attribuita ad una Autorità indipendente regionale con valutatori indipendenti dalla dirigenza e dal sistema politico.
Vogliamo radicare anche in Lombardia la cultura della valutazione e della misurazione dei risultati attraverso il confronto fra strutture omogenee con l’applicazione del metodo del benchmarking che comporta l’obbligo per le amministrazioni che occupano posizioni peggiori nella graduatoria di riallinearsi alla media anche attraverso l’utilizzo di incentivi e disincentivi.
Diciamo si all’anagrafe on line degli eletti in regione che comporta la raccolta annuale dei dati sui redditi del Presidente, degli assessori e dei consiglieri e dirigenti regionali, sui loro patrimoni e le relative variazioni.
7. UN FISCO A MISURA DI FAMIGLIE E IMPRESE
Per le Famiglie. Proponiamo di riorganizzare l’Irpef regionale in funzione del carico famigliare così come hanno già fatto altre regioni come il Veneto, per sostenere meglio chi a più figli. Proponiamo inoltre l’aumento dell’esenzione Irpef fino a 30mila euro.
Bisogna sostenere le giovani famiglie con meccanismi di rimborsabilità delle spese di cura dei figli, sgravando anche i redditi delle giovani coppie che lavorano.
Per le imprese. A livello nazionale gli Studi di Settore vanno rapidamente superati. A livello regionale è possibile e necessario rimodulare l’Irap soprattutto a vantaggio della piccola impresa.
Bisogna sostenere le giovani famiglie con meccanismi di rimborsabilità delle spese di cura dei figli, sgravando anche i redditi delle giovani coppie che lavorano.
Per le imprese. A livello nazionale gli Studi di Settore vanno rapidamente superati. A livello regionale è possibile e necessario rimodulare l’Irap soprattutto a vantaggio della piccola impresa.
8. AL FIANCO DI CHI SCOMMETTE SU FUTURO, A PARTIRE DAI GIOVANI.
Una grande istituzione come Regione Lombardia deve soprattutto essere vicino a chi ci prova, a chi si mette in gioco.
In particolare ai giovani che rischiano di rimanere sommersi dalla crisi. Uno su due è precario a vita, uno su quattro è indigente, tutti sono privi di garanzie. Un’idea della flessibilità che invece è solo insicurezza. Mentre è proprio la certezza di alcune garanzie che permettono possibilità e dinamismo.
Bisogna dare risposte alla loro inquietudine e alla loro delusione. Bisogna delineare un nuovo welfare che li includa, non li faccia sentire parte marginale della società.
Bisogna attuare pratiche in loro sostegno, favorirne l’emancipazione dalla famiglia con un assegno d’autonomia, secondo i migliori modelli europei.
Attuare politiche per la casa, anche con interventi di housing sociale e con l’introduzione di agevolazioni fiscali per i proprietari che affittano loro gli immobili.
In particolare ai giovani che rischiano di rimanere sommersi dalla crisi. Uno su due è precario a vita, uno su quattro è indigente, tutti sono privi di garanzie. Un’idea della flessibilità che invece è solo insicurezza. Mentre è proprio la certezza di alcune garanzie che permettono possibilità e dinamismo.
Bisogna dare risposte alla loro inquietudine e alla loro delusione. Bisogna delineare un nuovo welfare che li includa, non li faccia sentire parte marginale della società.
Bisogna attuare pratiche in loro sostegno, favorirne l’emancipazione dalla famiglia con un assegno d’autonomia, secondo i migliori modelli europei.
Attuare politiche per la casa, anche con interventi di housing sociale e con l’introduzione di agevolazioni fiscali per i proprietari che affittano loro gli immobili.
9. LOMBARDIA DIGITALE.
L’uso delle potenzialità offerte dalla rete non può essere lo sfizio di pochi.
È la base per essere informati, per lavorare in ogni posto con ogni parte del mondo.
È una parte importante delle condizioni di sviluppo nella società contemporanea.
Quello che è stato fatto in Lombardia sino ad oggi non è sufficiente.
Bisogna predisporre un piano per eliminare il digital divide di prima e seconda generazione su tutto il territorio (oggi ne soffrono ancora in particolare le province della bassa lombarda), è necessario pianificare la realizzazione della futura rete a banda ultralarga di terza generazione (NGAN) e individuare misure per incentivare l’uso dei servizi a banda larga da parte di cittadini e imprese a partire dall’e-government regionale e dalla informatizzazione delle procedure in campo sanitario, formativo, per il pagamento dei tributi ed il rilascio delle autorizzazioni.
È la base per essere informati, per lavorare in ogni posto con ogni parte del mondo.
È una parte importante delle condizioni di sviluppo nella società contemporanea.
Quello che è stato fatto in Lombardia sino ad oggi non è sufficiente.
Bisogna predisporre un piano per eliminare il digital divide di prima e seconda generazione su tutto il territorio (oggi ne soffrono ancora in particolare le province della bassa lombarda), è necessario pianificare la realizzazione della futura rete a banda ultralarga di terza generazione (NGAN) e individuare misure per incentivare l’uso dei servizi a banda larga da parte di cittadini e imprese a partire dall’e-government regionale e dalla informatizzazione delle procedure in campo sanitario, formativo, per il pagamento dei tributi ed il rilascio delle autorizzazioni.
10. CASA DOLCE CASA
La prima abitazione è un bisogno primario che è sempre meno garantito.
Le istituzioni non posono occuparsi solo delle fasce più deboili ma devono favorire un mercato con prezzi più accessibili per i ceti medi e una maggior disponibilità all'affitto.
Infine il riuso degli edifici esistenti va accentuato con politiche piubbliche e sgravi, anche per ridurre iol consumo di suolo negli anni a venire.
La Regione non ha fatto abbastanza in questo che è uno dei suoi impagni primari.
Le istituzioni non posono occuparsi solo delle fasce più deboili ma devono favorire un mercato con prezzi più accessibili per i ceti medi e una maggior disponibilità all'affitto.
Infine il riuso degli edifici esistenti va accentuato con politiche piubbliche e sgravi, anche per ridurre iol consumo di suolo negli anni a venire.
La Regione non ha fatto abbastanza in questo che è uno dei suoi impagni primari.
lunedì 25 gennaio 2010
IL PD AL FIANCO DEI PENDOLARI

PERCHE' I TRENI IN LOMBARDIA NON FUNZIONANO?
Non tutti sanno che sono le scelte della Regione a stabilire il costo del biglietto, il tipo, il numero e la frequenza dei treni in circolazione, secondo un Contratto di Servizio con i gestori dei treni.
Regione Lombardia investe troppo poco per i 560 mila viaggiatori che usano abitualmente il treno, che sono circa il 40% dei pendolari italiani, e che potrebbero essere molti di più, con benefici sul traffico e sull'inquinamento, se il servizio fosse diverso. Nella sola area milanese l'88% dei pendolari si sposta in auto.
Quasi tutte le linee ferroviarie lombarde hanno frequenze superiori ai 30 minuti. Tempo di vita rubato ogni giorno ai lavoratori lombardi.
Ora Formigoni racconta che tuto si risolverà con la nuova società che unisce in Lombardia Trenitalia e le FerrovieNord.
Ma questo nella sostanza non risponde ai bisogni dei pendolari.
COSA PROPONE IL PD E IL SUO CANDIDATO FILIPPO PENATI:
PIU' INVESTIMENTI. La regione Lombardia deve destinare almeno il triplo di quanto oggi previsto nel bilancio regionale per ottenere più percorrenze e maggiori frequenze.
PIU' TRENI, PIU' NUOVI, PIU' ADATTI. Occorre rinnovare il parco rotabile, non solo perchè i treni tornino ad essere dignitosi rispetto all'attuale degrado, ma perchè una parte dei disagi e dei ritardi è dovuta al materiale scadente.
UN SOLO BIGLIETTO DA CASA AL LUOGO DI LAVORO. Le Regione è il soggetto che può e che deve garantire l'attivazione di biglietti unici da casa al luogo di lavoro o di studio, anche con mezzi diversi, e attraversando provincie diverse.
INVESTIMENTI INFRASTRUTTURALI. Realizzare gli interventi di ammodernamento delle lineee, con tratti di linea dedicate, tratti di aggiramento perle merci, nuove stazioni attrezzate con parcheggi.
DARE VOCE AI PENDOLARI. Istituire una "carta dei diritti dei Pendolari" che fissi obiettivi di servizio, diritti dei cittadini utenti, condizioni minime di informazione, standard di qualità, rimborso per disservizi e disagi.

PIU' CARROZZE,
MENO CARROZZONI
E' TEMPO DI CAMBIARE
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mercoledì 23 dicembre 2009
venerdì 26 giugno 2009
sabato 20 giugno 2009
martedì 16 giugno 2009
lunedì 15 giugno 2009
L'invito al voto di Filippo PENATI

Caro amico, cara amica,
mi rivolgo a te direttamente perché nelle tue mani ora c’è una scelta decisiva. Una scelta che non dipende dai partiti, dai giornali o dalle televisioni, ma dalla volontà e dalla responsabilità che ognuno di noi vorrà assumersi.
Domenica 21 e lunedì 22 giugno ci sarà il ballottaggio per la Provincia di Milano.
In questa fase difficile per il Paese, nel mezzo di una pesante crisi economica, ho fatto fino in fondo la mia parte per difendere gli interessi delle persone e delle famiglie, di Milano e della provincia.
L’ho fatto senza guardare in faccia nessuno. Senza dipendere da nessuno. Senza seguire logiche di partito o di schieramento. Con un solo pensiero in testa: il benessere e la sicurezza di tutti voi, a partire dai più deboli.
Ho fatto scelte concrete contro la crisi economica mettendo a disposizione delle famiglie in difficoltà 25 milioni di euro. Ho sostenuto le imprese, ho difeso i lavoratori, mi sono occupato di chi aveva più bisogno.
L’ho fatto ogni giorno come presidente di tutti e continuerò a farlo, col vostro sostegno, anche nei prossimi cinque anni. Perché Milano e la sua provincia hanno bisogno di una guida autorevole che l’aiuti a liberare le sue immense energie morali e civili. Per essere di nuovo la capitale morale d’Italia.
Per questo mi sento di chiedere il tuo voto. Perché so che per governare bene e per superare le difficoltà che abbiamo di fronte ci vuole competenza, esperienza e carattere.
Non è una scelta di campo, è la scelta della concretezza e della competenza.
Il futuro della nostra grande Milano è anche nelle tue mani. Il prossimo 21 giugno vota Penati e convinci i tuoi amici a fare altrettanto. Col tuo voto possiamo continuare a fare il bene di tutti.
Con cordialità
Filippo Penati

www.filippopenati.it/site/2009/06/linvito-al-voto-di-filippo-penati
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